La Libreria Mondadori di Vicenza Quarto Potere ha il piacere di ospitare un gruppo di ricerca organizzato dal Giardino Freudiano. Coordinato da Maria Concetta Pinto, psicoanalista, il gruppo si incontra ogni quindici giorni il lunedì alle ore 20.45, a partire da gennaio.
La lingua del sogno.
L’inconscio e la scrittura
La scrittura può darsi senza l’esistenza dell’inconscio? Di qualcosa che essendo stato tagliato fuori dalla coscienza conserva traccia altrove: uno scritto che torna e ritorna, ingombrando le pagine dei nostri sogni e della vita.
Scrittura effimera quanto la parola orale, la lingua del sogno da sempre cattura l’uomo per la sua enigmaticità. Ritenuta portatrice di un sapere oscuro quanto immancabile, alcuni le si sono affidati lungo secoli e secoli per carpirle il segreto del loro futuro. Molti altri invece l’hanno interrogata nel dare forma alla loro arte. Come Federico Fellini che dei suoi sogni faceva uno schizzo narrato, come una vignetta, che in seguito poteva trovare riscrittura in una scena filmica. Fellini mette in evidenza una caratteristica fondamentale del sogno: la sua fertilità è legata al racconto. In psicoanalisi la possibilità di raccontare un sogno, di parlarne, produce un’altra scrittura: l’elaborazione soggettiva della propria storia comporta trasformazione.
Il gruppo di ricerca, che si costituisce intorno a questo tema, si pone come luogo di scambio dove poter parlare della propria pratica, qualunque essa sia, nell’intersezione con alcune letture che possano permettere di approfondire il lavoro di ciascuno. La sua meta è di trovare le condizioni di interrogare la “lingua del sogno” per poter tessere qualche filo del proprio sogno.
Calendario incontri:
16 gennaio
30 gennaio
13 febbraio
27 febbraio
12 marzo
26 marzo
16 aprile
Per informazioni tel. 347 8670103
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Raccontare l'esperienza. Meglio: le esperienze. Quelle passate e quelle attuali, l'oggi. Quest'epoca che sembra sfilare via da ogni lato, frenetica. Provare a fermarla con la scrittura. Raccontarla. Partendo dal racconto di viaggio, proprio perché questa è l'epoca degli spostamenti rapidi, veloci. Del movimento continuo. Raccontare l'altrove, che poi però non è necessario sia quello esotico, lontano. Mai provato a raccontare gli immediati dintorni di casa? Quei posti preclusi allo sguardo, tanto siamo abituati a vederceli scorrere sotto gli occhi, indifferenti. Provare a farlo attraverso la scrittura, partendo però, come giusto, doveroso, dall'esperienza della lettura. Verranno perciò affrontate e consigliate letture legate all'argomento e i partecipanti saranno chiamati a scrivere un testo "esperienziale".
TRA POESIA E PENSIERO, ATTRAVERSANDO IL NOVECENTO