Quarto Potere

Libreria Mondadori - Ponte Pusterla, 14 - Vicenza

Premi letterari

Assegnato il Premio Nobel per la Letteratura 2011

Tomas Tranströmer

STOCCOLMA - L’edizione 2011 del Premio Nobel per la letteratura è stato assegnato al poeta, psicologo, pianista e traduttore svedese Tomas Tranströmer. Nella motivazione dell’Accademia svedese leggiamo che “attraverso le sue immagini dense e limpide, ci ha offerto un nuovo accesso alla realtà”. E poi: “La gran parte della poesia di Tranströmer è caratterizzata da economia di linguaggio, concretezza e metafore struggenti. Nelle sue ultime raccolte si è spostato verso uno stile ancora più essenziale e un più elevato grado di concentrazione”.

Nato 80 anni fa a Stoccolma, è considerato il maggior poeta svedese vivente: ma "fuori casa"  il suo nome dice poco, per quanto sia già stato nella lista dei candidati al Nobel lo scorso anno. Ora invece tutto il mondo sa che dalla Svezia non arrivano solo gialli alla Larsson e Mankell.

POETA-PSICOLOGO Oltre a scrivere poesie, Tranströmer è stato anche uno psicologo impegnato nel sociale. Ha lavorato con disabili e nelle carceri minorili, con detenuti e tossicodipendenti. Attività svolte fino al 1990 quando è stato colpito da un ictus che ha gli ha gravemente compromesso la capacità di parlare. Nonostante la malattia Tranströmer ha continuato a scrivere. E soprattutto a suonare il piano, passione che dopo l'ictus ha coltivato con una sola mano, la sinistra.

PREMIO NONINO In Italia nel 2003 è uscito "Sorgegondolen. La lugubre gondola" del piccolissimo editore Herrenhaus. Nel 2004 ha vinto il prestigioso Premio Nonino per la raccolta "Poesie dal silenzio",  pubblicata  da Crocetti.

Assegnato il Premio Campiello 2011

Andrea Molesini

Non tutti i bastardi sono di Vienna

Sellerio

Con 102 voti, Andrea Molesini vince il Premio Campiello. Per la prima volta dopo quattro anni, un uomo torna a conquistare l'ambito premio letterario con un romanzo che racconta le vicende di una famiglia che vive sulle rive del Piave, nei mesi della storica disfatta di Caporetto.

Orgoglio, patriottismo, odio, amore: passioni pure e antiche si mescolano e si scontrano tra loro, intorbidate più che raffrenate dal senso, anch'esso antico, di reticenza e onore. Villa Spada, dimora signorile di un paesino a pochi chilometri dal Piave, nei giorni compresi tra il 9 novembre 1917 e il 30 ottobre 1918: siamo nell'area geografica e nell'arco temporale della disfatta di Caporetto e della conquista austriaca. Nella villa vivono i signori: il nonno Guglielmo Spada, un originale, e la nonna Nancy, colta e ardita; la zia Maria, che tiene in pugno l'andamento della casa; il giovane Paolo, diciassettenne, orfano, nel pieno dei furori dell'età; la giovane Giulia, procace e un po' folle, con la sua chioma fiammeggiante. E si muove in faccende la servitù: la cuoca Teresa, dura come legno di bosso e di saggezza stagionata; la figlia stolta Loretta, e il gigantesco custode Renato, da poco venuto alla villa. La storia, che il giovane Paolo racconta, inizia con l'insediamento nella grande casa del comando militare nemico. Un crudo episodio di violenza su fanciulle contadine e di dileggio del parroco del villaggio, accende il desiderio di rivalsa. Un conflitto in cui tutto si perde, una cospirazione patriottica in cui si insinua lo scontro di psicologie, reso degno o misero dall'impossibilità di perdonare, e di separare amore e odio, rispetto e vittoria.


Vincitore Premio Bancarella 2011

Mauro Corona

La fine del mondo storto

Mondadori (collana Scrittori italiani e stranieri)

La fine del mondo storto di Mauro Corona, edito da Mondadori, ha vinto la 59/a edizione del Premio Bancarella, aggiudicandosi il riconoscimento dei librai e bancarellai di libri con 75 voti su 189. Secondo classificato e' stato Franco Di Mare con ''Non chiedere perchè''' (Rizzoli) con 45 preferenze, seguito da Andrea Frediani con ''Dictator - Il trionfo di Cesare'' (Newton Compton) con 28 voti, Alessandro Barbero con ''Lepanto'' (Laterza) con 19 voti, Claudio Fracassi con ''Il romanzo dei Mille'' (Mursia) con 16 voti e Alberto Cavanna con ''A piccoli colpi di remo'' (Arte Navale) con 6 voti.

Un giorno il mondo si sveglia e scopre che sono finiti il petrolio, il carbone e l'energia elettrica. È pieno inverno, soffia un vento ghiacciato e i denti aguzzi del freddo mordono alle caviglie. Gli uomini si guardano l'un l'altro. E ora come faranno? La stagione gelida avanza e non ci sono termosifoni a scaldare, il cibo scarseggia, non c'è nemmeno più luce a illuminare le notti. Le città sono diventate un deserto silenzioso, senza traffico e senza gli schiamazzi e la musica dei locali. Rapidamente gli uomini capiscono che se vogliono arrivare alla fine di quell'inverno di fame e paura, devono guardare indietro, tornare alla sapienza dei nonni che ancora erano in grado di fare le cose con le mani e ascoltavano la natura per cogliere i suoi insegnamenti. Così, mentre un tempo duro e infame si abbatte sul mondo intero e i più deboli iniziano a cadere, quelli che resistono imparano ad accendere fuochi, cacciare gli animali, riconoscere le erbe che nutrono e quelle che guariscono. Resi uguali dalla difficoltà estrema, gli uomini si incammineranno verso la possibilità di un futuro più giusto e pacifico, che arriverà insieme alla tanto attesa primavera. Ma il destino del mondo è incerto, consegnato nelle mani incaute dell'uomo... Mauro Corona ancora una volta stupisce costruendo un romanzo imprevedibile. Un racconto che spaventa, insegna ed emoziona, ma soprattutto lascia senza fiato per la sua implacabile e accorata denuncia di un futuro che ci aspetta.

Assegnato il Premio Strega 2011

Edoardo Nesi

Storia della mia gente

Bompiani Editore

E' "Storia della mia gente" di Edoardo Nesi, edito da Bompiani, il libro che si è aggiudicato il 65°Premio Strega.

C'era una volta la Provincia italiana ricca, felice e molto produttiva. Che commerciava con l'estero, dava del tu ai colossi oltre confine con l'orgoglio di una identità, prima che nazionale, comunale. C'era un tempo in cui anche gli stupidi facevano soldi, in un paese dove il PIL cresceva di due cifre l'anno. Dove i soldi guadagnati con allegria, spensieratezza e persine cafonaggine venivano ben esibiti in beni di lusso. Poi arrivarono i guru della globalizzazione a dire che si doveva cambiare, ad andare in televisione a sponsorizzare mercati stellari in Cina e a sostenere che il vecchio modello, quello dove si stava bene, andava male. Questa è "la storia della mia gente", non solo degli "stracciaroli di Prato", ma di una provincia felice e intelligente, sacrificata alla globalizzazione.

Il libro di Edoardo Nesi ha ottenuto 138 voti. I risultati finali degli altri classificati presenti in cinquina sono: La vita accanto (Einaudi) di Mariapia Veladiano con voti 74, L’energia del vuoto (Guanda) di Bruno Arpaia con voti 73, Ternitti (Mondadori) di Mario Desiati con voti 63, La scoperta del mondo (nottetempo) di Luciana Castellina con voti 45.

Finalisti Premio Strega 2011

Vi segnaliamo i cinque finalisti dell'edizione 2011 del Premio Strega, tra cui verrà scelto il vincitore nella finale del 7 luglio. Ne fanno parte: Edoardo Nesi (Storia della mia gente, Bompiani) con voti 60, Bruno Arpaia (L'energia del vuoto, Guanda) con voti 49, Mario Desiati (Ternitti, Mondadori) con voti 49, Mariapia Veladiano (La vita accanto, Einaudi) con voti 49 e Luciana Castellina (La scoperta del mondo, Nottetempo) con voti 45.

Finalisti Premio Campiello 2011

Vi segnaliamo i cinque finalisti dell'edizione 2011 del Premio Campiello, tra cui verrà scelto il vincitore nella finale del 3 settembre al Teatro La Fenice di Venezia. Ne fanno parte: Ernesto Ferrero con “Disegnare il Vento” (Einaudi) con nove voti, Giuseppe Lupo con “L'ultima sposa di Palmira” (Marsilio) con otto voti, Maria Pia Ammirati con “Se tu fossi qui” (Cairo Editore) con sette voti, Federica Manzon con “Di Fama e di Sventura” (Mondadori) con sei voti e Andrea Molesini con “Non tutti i bastardi sono di Vienna” (Sellerio Editore) con sei voti.

Premio Campiello Opera Prima

Al romanzo di esordio di Viola Di Grado “Settanta acrilico trenta lana” (edizioni E/O) la Giuria dei Letterati ha deciso di assegnare il riconoscimento Premio Campiello Opera Prima.

 

Assegnato il Premio Nobel per la Letteratura 2010

Mario Vargas Llosa

STOCCOLMA - Il premio Nobel per la letteratura 2010 è stato assegnato allo scrittore peruviano Mario Vargas Llosa. L'Accademia reale svedese ha conferito il premio al 74enne scrittore per «la sua cartografia delle strutture del potere e per la sua acuta immagine della resistenza, della rivolta e della sconfitta dell'individuo». Era dal 1982 con Gabriel Garcia Marquez che il Nobel non veniva più assegnato a uno scrittore sudamericano, mentre l'ultima volta per un latinoamericano fu nel 1990 con il poeta messicano Octavio Paz, che era anche l'ultimo autore premiato di lingua spagnola.

BIOGRAFIA - Nato ad Arequipa il 28 marzo 1936, Mario Vargas Llosa ottiene subito successo con i suoi primi libri, tra i quali La città e i cani del 1963, ambientato in una scuola militare di Lima. Vargas Llosa, che ha anche la nazionalità spagnola, ha ricevuto inoltre importanti premi internazionali, tra i quali il Grinzane Cavour nel 2004, per La casa verde, Conversazione nella cattedrale, Pantaleon e le visitatrici, La zia Julia e lo scribacchino, La storia di Mayta. Le ultime opere sono più autobiografiche, come Elogio della matrigna e Il pesce nell'acqua. Vargas Llosa tentò anche la carriera politica, candidandosi senza successo alle presidenziali peruviane contro Alberto Fujimori.

Assegnato il Premio Campiello 2010

Michela Murgia

Accabadora

Einaudi

Perché Maria sia finita a vivere in casa di Bonaria Urrai, è un mistero che a Soreni si fa fatica a comprendere. La vecchia e la bambina camminano per le strade del paese seguite da uno strascico di commenti malevoli, eppure è così semplice: Tzia Bonaria ha preso Maria con sé, la farà crescere e ne farà la sua erede, chiedendole in cambio la presenza e la cura per quando sarà lei ad averne bisogno. Quarta figlia femmina di madre vedova, Maria è abituata a pensarsi, lei per prima, come "l'ultima". Per questo non finiscono di sorprenderla il rispetto e le attenzioni della vecchia sarta del paese, che le ha offerto una casa e un futuro, ma soprattutto la lascia vivere e non sembra desiderare niente al posto suo. "Tutt'a un tratto era come se fosse stato sempre così, anima e fili'e anima, un modo meno colpevole di essere madre e figlia". Eppure c'è qualcosa in questa vecchia vestita di nero e nei suoi silenzi lunghi, c'è un'aura misteriosa che l'accompagna, insieme a quell'ombra di spavento che accende negli occhi di chi la incontra. Ci sono uscite notturne che Maria intercetta ma non capisce, e una sapienza quasi millenaria riguardo alle cose della vita e della morte. Quello che tutti sanno e che Maria non immagina, è che Tzia Bonaria Urrai cuce gli abiti e conforta gli animi, conosce i sortilegi e le fatture, ma quando è necessario è pronta a entrare nelle case per portare una morte pietosa. Il suo è il gesto amorevole e finale dell'accabadora, l'ultima madre.

Finalisti Premio Campiello 2010

Vi segnaliamo i cinque finalisti dell'edizione 2010 del Premio Campiello, tra cui verrà scelto il vincitore nella finale del 4 settembre al Teatro La Fenice di Venezia. Ne fanno parte: Gianrico Carofiglio con “Le perfezioni provvisorie” (Sellerio), Gad Lerner con “Scintille. Una storia di anime vagabonde” (Feltrinelli), Michela Murgia con “Accabadora” (Einaudi), Laura Pariani con “Milano è una selva oscura” (Einaudi) e Antonio Pennacchi con “Canale Mussolini” (Mondadori).

Premio Campiello Opera Prima

Al romanzo di esordio della giovanissima Silvia Avallone “Acciaio” (Rizzoli) la Giuria dei Letterati ha deciso di assegnare all’unanimità il riconoscimento Premio Campiello Opera Prima.

 

Vincitore Premio Bancarella 2010

Strout Elizabeth

Olive Kitteridge

Fazi Editore

Strout Elizabeth vince il Premio Bancarella con «Olive Kitteridge», terzo romanzo della scrittrice Usa, già vincitore nel 2009 del premio Pulitzer. Olive Kitteridge è un'insegnante in pensione che con implacabile intelligenza critica osserva i segni del tempo moltiplicarsi intorno a lei, tanto che poco o nulla le sfugge dell'animo di chi le sta accanto: una cantante di club tormentata da un amore ormai finito; un vecchio studente che ha smarrito il desiderio di vivere; un figlio adulto, tirannizzato dalla sua sensibilità spietata; un marito, Henry, che trova nella sua fedeltà al matrimonio una benedizione, e una croce. Così, nell'attimo stesso in cui questa corte di personaggi e' alle prese con il proprio precario mestiere di vivere, Olive viene condotta verso una più profonda comprensione di sé e della propria vita. Con dolore, e con spietata onestà, in Olive Kitteridge si accampano i vari accenti e le diverse declinazioni della condizione umana - i conflitti, gli scampoli di pace, e la resistenza necessaria per fronteggiarli entrambi. È il fragile, sottile miracolo di un'altissima pagina di storia della letteratura, regalataci da una delle autrici più apprezzate della narrativa.

Assegnato il Premio Strega 2010

Antonio Pennacchi

Canale Mussolini

Mondadori Editore

Canale Mussolini è l'asse portante su cui si regge la bonifica delle Paludi Pontine. I suoi argini sono scanditi da eucalypti immensi che assorbono l'acqua e prosciugano i campi, alle sue cascatelle i ragazzini fanno il bagno e aironi bianchissimi trovano rifugio. Su questa terra nuova di zecca, bonificata dai progetti ambiziosi del Duce e punteggiata di città appena fondate, vengono fatte insediare migliaia di persone arrivate dal Nord. Tra queste migliaia di coloni ci sono i Peruzzi. A farli scendere dalle pianure padane sono il carisma e il coraggio di zio Pericle. Con lui scendono i vecchi genitori, tutti i fratelli, le nuore. E poi la nonna, dolce ma inflessibile nello stabilire le regole di casa cui i figli obbediscono senza fiatare. Il vanitoso Adelchi, più adatto a comandare che a lavorare, il cocco di mamma. Iseo e Temistocle, Treves e Turati, fratelli legati da un affetto profondo fatto di poche parole e gesti assoluti, promesse dette a voce strozzata sui campi di lavoro o nelle trincee sanguinanti della guerra. E una schiera di sorelle, a volte buone e compassionevoli, a volte perfide e velenose come serpenti. E poi c'è lei, l'Armida, la moglie di Pericle, la più bella, andata in sposa al più valoroso. La più generosa, capace di amare senza riserve e senza paura anche il più tragico degli amori. E Paride, il nipote prediletto, buono e giusto, ma destinato, come l'eroe di cui porta il nome, a essere causa della sfortuna che colpirà i Peruzzi e li travolgerà.

Finalisti Premio Strega 2010

Vi segnaliamo i cinque finalisti dell'edizione 2010 del Premio Strega, tra cui verrà scelto il vincitore nella finale del 1° luglio. Ne fanno parte: Silvia Avallone (Acciaio, Rizzoli), Paolo Sorrentino (Hanno tutti ragione, Feltrinelli), Antonio Pennacchi (Canale Mussolini, Mondadori), Matteo Nucci (Sono comuni le cose degli amici, Ponte alle Grazie) e Lorenzo Pavolini (Accanto alla tigre, Fandango).

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